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SANTA PATRIZIA
E PULCINELLA
spettacolo
di guarattelle di e con BRUNO LEONE
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immagini ORESTE
ZEVOLA
musiche
per arpa eseguite dal vivo Fabia De Luca
Prima di morire Virgilio Mago nasconde l’anima della città
di Napoli in un uovo Magico,
chiede a Pulcinella di nascondere l’uovo in un luogo segreto
e di cercare un protettore per
la città di Napoli. Pulcinella nasconde l’uovo nel Castel dell’Ovo
e parte per Costantinopoli
per parlare con l’Imperatore. Il guardiano del castello non
fa passare nessuno e Pulcinella
deve combattere per passare prima con il coccodrillo Gennarino
e poi con la Morte. Solo
dopo queste prove riesce a svegliare l’Imperatore che non vuole
ascoltarlo e gli lancia contro
il suo esercito. Pulcinella è costretto a scappare saltando
su una nave che proprio in
quel momento sta lasciando il porto di Costantinopoli, su quella
nave c’è Santa Patrizia
anche lei in fuga.
Leggenda di Santa Patrizia
Nel sesto secolo dopo Cristo nasce a Costantinopoli una bellissima
bambina, è la nipote
dell’Imperatore e le viene dato il nome di Patrizia. Viene
cresciuta ed educata da donna
Aglaia che la cresce con amore e le parla della vita di Gesù.
Pane e vangelo. Giovinetta decide
con le sue amiche di dedicare la vita ad opere di bene e in
gran segreto fanno assieme
voto di castità. L’Imperatore manda l’esercito per bloccarla,
ma Patrizia è già lontana in
mare, col vento in poppa e diretta a Gerusalemme. Mentre sta
per arrivare scoppia una violenta
tempesta che spezza gli alberi e strappa le vele lasciando
la nave in balia delle onde. |
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Quando il mare si calma Patrizia si trova di fronte allo scoglio
di Castel dell’Ovo a Napoli.
Decide di restare qui dove il destino l’ha portata e dopo aver
ottenuto l’autorizzazione del
papa Liberio, fonda l’ordine religioso delle patriziane vivendo
nelle grotte del Castel
dell’Ovo. Patrizia regala tutti i suoi averi ai poveri di Napoli
e tutti i giorni va con le sue
compagne nei vicoli della città per alleviare le pene di quanti
soffrono. Dopo pochi mesi
Patrizia muore e il suo corpo viene messo su un carro tirato
da due tori che da indomiti
diventano miracolosamente mansueti. Le sue spoglie così attraversano
la città fino a raggiungere
la Cappella dove è già pronta la scritta “Qui giace Patrizia”.
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Patrizia diventa “Santa Patrizia, Regina dei poveri e Protettrice
di Napoli”.
Per
me fare un nuovo spettacolo è come fare un
viaggio verso mondi sconosciuti. Si comincia
un po’ per curiosità e poi non si sa mai dove
si va ad arrivare, specialmente quando ci
si fa guidare da uno come Pulcinella. Mi era
venuta così questa idea di fare uno spettacolo
che esplorasse il mondo della religiosità
popolare. Perché? Non so spiegarlo. Per un
lungo periodo mi sembrava una cosa impossibile.
Dopo varie suggestioni più o meno religiose
sono arrivato a frequentare la cappella di
Santa Patrizia e a cercare di capirne qualcosa
nel racconto delle Suore Crocifisse che attualmente
sono le custodi del culto. La cosa che più
mi ha colpito è il fatto che questo culto
viene mantenuto dai fedeli con molta riservatezza,
quasi che quello che avviene tra loro e la
Santa sia qualcosa di così profondo e delicato
da dovere essere protetto come se fosse un
intimo segreto. Questo atteggiamento mi ha
coinvolto talmente che sento in me una forte
resistenza a parlare della mia esperienza
e della ricerca che mi ha condotto a realizzare
questo spettacolo.
Con
queste premesse mi sembra che l’unica presentazione
possibile sia quella di invitare il pubblico
ad essere liberi di trovare in questo spettacolo
quello che vogliono, per me si è trattato
di fare un omaggio a una Santa che mi ha affascinato
con la sua storia, una ragazzina che in tempi
così difficili come potevano essere quelli
dell’alto medioevo ha dimostrato un coraggio
e una volontà nel voler realizzare un suo
sogno talmente forte da non avere possibili
paragoni.
Ringrazio
il mio maestro Nunzio Zampella che mi ha donato
Pulcinella e le sue guarattelle che mi portano
su percorsi così lontani dai miei pregiudizi,
ringrazio le suore di San Gregorio Armeno,
che una volta superate le prime diffidenze
mi hanno accolto con un amore incredibile
e mi hanno svelato tante storie e tante emozioni
che sono legate alla storia della Santa, ringrazio
Oreste Zevola che ugualmente preso da forte
passione e senza farsi domande ha realizzato
disegni che rappresentano in modo giusto e
attuale le storie che oserò raccontare con
l’aiuto della maschera, ringrazio tutti quelli
che mi hanno aiutato e credono nelle mie follie.
Questo
spettacolo vuole essere un omaggio molto sentito
di Pulcinella a questa Santa e collega la sua storia ai miti più
antichi della fondazione di Napoli, dell’uovo
di Virgilio e dell’anima segreta e delicata
della città.
Bruno
Leone
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